sabato 17 maggio 2008

COSA CAMBIA?




M'ILLUMINO D'IMMENSO






COSI' MI SENTO ORA

sabato 10 maggio 2008

Altro viaggio nei ricordi emozioanti




La cavalla storna


Nella Torre il silenzio era già alto.

Sussurravano i pioppi del Rio Salto.

I cavalli normanni alle lor poste

frangean la biada con rumor di croste.

Là in fondo la cavalla era, selvaggia,

nata tra i pini su la salsa spiaggia;

che nelle froge avea del mar gli spruzzi

ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.

Con su la greppia un gomito, da essa

era mia madre; e le dicea sommessa:

« O cavallina, cavallina storna,

che portavi colui che non ritorna;

tu capivi il suo cenno ed il suo detto!

Egli ha lasciato un figlio giovinetto;

il primo d'otto tra miei figli e figlie;

e la sua mano non tocco' mai briglie.

Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,

tu dai retta alla sua piccola mano.

Tu c'hai nel cuore la marina brulla,

tu dai retta alla sua voce fanciulla».

La cavalla volgea la scarna testa

verso mia madre, che dicea più mesta:

« O cavallina, cavallina storna,

che portavi colui che non ritorna;

lo so, lo so, che tu l'amavi forte!

Con lui c'eri tu sola e la sua morte

O nata in selve tra l'ondate e il vento,

tu tenesti nel cuore il tuo spavento;

sentendo lasso nella bocca il morso,

nel cuor veloce tu premesti il corso:

adagio seguitasti la tua via,

perché facesse in pace l'agonia . . . »

La scarna lunga testa era daccanto

al dolce viso di mia madre in pianto.

«O cavallina, cavallina storna,

che portavi colui che non ritorna;

oh! due parole egli dove' pur dire!

E tu capisci, ma non sai ridire.

Tu con le briglie sciolte tra le zampe,

con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,

con negli orecchi l'eco degli scoppi,

seguitasti la via tra gli alti pioppi

:lo riportavi tra il morir del sole,

perché udissimo noi le sue parole

».Stava attenta la lunga testa fiera.

Mia madre l'abbraccio' su la criniera.

« O cavallina, cavallina storna,

portavi a casa sua chi non ritorna!

a me, chi non ritornerà più mai!

Tu fosti buona . . . Ma parlar non sai!

Tu non sai, poverina; altri non osa.

Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!

Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise

: esso t'è qui nelle pupille fise.

Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.

E tu fa cenno. Dio t'insegni, come».

Ora, i cavalli non frangean la biada:

dormian sognando il bianco della strada.

La paglia non battean con l'unghie vuote:

dormian sognando il rullo delle ruote.

Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.

Qua Pascoli si dedica a riscostruire un dramma familiare con parole e musicalita' che trasmetto la rassegnazione e il dolore di ronte all'ineluttabile,l'uomo non puo' cambiare il destino ma subirlo forse e' cosi' noi ci illudiamo di poter controllare la vita quando poi un evento imprevisto cambia tutto e dobbiamo ricomnciare tutto da capo.

mercoledì 7 maggio 2008

E PASCOLI SIA!(for baby post....)



Primi Poemetti
L' accestire
"La bollitura "
I
Già: sciorinati su la stessa siepe
sono come una greggia che soletta
beva ad un pozzo e mangi ad un presèpe.
Ma non lontana è l'umile casetta
con gli occhi aperti delle sue finestre,
che veglia il dì, che a sera poi li aspetta.
Essi appartati dalle vie maestre,
piccoli e grandi stanno insieme al sole,
empiendo di fruscìo l'angolo alpestre.
Stridono appena, là con loro, sole
le foglie secche, e v'è col bianco odore
della tela l'odor delle viole.
Ma s'imbevono d'acqua, ora,
per ore,tiepida prima, e quindi a poco a poco
più calda, e quindi tolta via col fiore
nel paiolo che brontola sul fuoco.
II
Li coglierete quando il sole sfiora
i monti aguzzi, voi, Rosa e Viola,
e vostra madre. È dolce assai quell'ora.
Mamma coglie, con qualche sua parola,
i suoi mazzetti, e voi sul greppo liete
stirate le schioccanti ampie lenzuola.
Ripasserete il tutto e riporrete,
troppo per l'ago e poco pel bisogno,
dentro il comune canteral d'abete;
dove poi dorme, e sempre vede in sogno
la soave domenica, piegato
in odore di spigo e di cotogno.
Ma or di ranno imbevesi il bucato;
e il ranno dal paiòl nero, quand'alzala
schiuma, su la conca alta versato,
sgorga dal fondo e scivola e rimbalza.
III
E la cucina tutto il dì fu piena
del casalingo e tacito lavoro,
e il paiolo pendé dalla catena.
E c'era odor di cenere e d'alloro,
e il fuoco ardeva. Giù la tramontana
scendea mugliando; ed un tin tin sonoro
s'udiva intanto come di fontana.
Il tema del focolare sembra essere descritto bene in questo poemetto del Pascoli,la sicurezza del calore,del cibo,sembra quasi di sentire anche gli odori,i suoni.quasi la casa come una fortezza in cui rifugiarsi da un mondo minaccioso,ma al tempo stesso ristorarsi per riprendere la vita di ogni giorno.

domenica 4 maggio 2008

NEBBIE,LIBRI,CAMPAGNA E POESIA











La nebbia agli irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor de i vini
L’anime a rallegrar.
Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l’uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Com’ esuli pensieri,
Nel vespero migrar


e ditemi se queste parole non toccano le corde delle circonvoluzioni cerebrali dell'emozione ,questo per Baby che ha sapientemente lanciato la palla nel campo della letteratura classica......i miei libri del liceo sono sempre li ad aspettare che vengano aperti nuovamente,le foto sono scatti fatti nella novembrina campagna
intorno al mio "rifugium" georgico

domenica 27 aprile 2008

paperino,un papero antropomorfo,un single modello


Sapete,amici,ce' sempre stato un punto fisso nella nostra infanzia o adolescenza :i fumetti.Per ora parlero' del immarcescibile topolino e in particolare di Paperino.Adoravo leggere le sue avventure che poi altro non erano che rivisitazioni di episodi di vita comune,citazioni di storia.Mi viene in mente un episodio in cui paperino ,una volta partiti i nipoti,passa agosto a casa da solo.Il tema della solitudine dei single in periodo festivo e' trattato in maniera delicata e morbida ma decisa.
Il nostro papero scopre che ad Agosto la sua casa e' meta di villeggiatura per un fantasma con tanto di contratto regolare.Dopo i primi scontri ed equivoci si assiste ad un paperino che passa le giornate divertendosi come un matto con un amico per gli altri immaginario...................................
da solo in piscina,da solo al pic nic,da solo a cena.Un agosto che io mi costruivo nella mia mente,senza mare,senza folla,senza escursioni,da single e al risparmio.................................e poi li chiamano fumetti"per bambini" .2 del pomeriggio,nella pancia girano spaghetti al pomodoro fresco,agosto,la citta' deserta,l'asfalto caldo,l'odore di gomma e ferro,topolino una storia ferragostiana e ditemi chi non proverebbe brividi!un fumetto,una saluto

domenica 13 aprile 2008

elezioni :vrumm!la macchina del tempo parte.........


Altre elezioni,ma io non sono qua per fare comizi,non mi schiero come ben sapete.Sono qui per ricordare quella volta che feci lo scrutatore:il primo impegno importante,mi sentivo grande,appuntamento sabato pomeriggio di aprile,piove,le scuole elemenatri sono li che aspettano gonfie di ricordi.Entro in aula e gia' li vedo quel bambino che ero correre per i corridoi
con una merenda in mano,con il pennarello bello .Apriamo le valigie altra ventata di odori direttamente dal passato,colla,carta,matite tutte cose che avevano un odore di scuola,di compiti,di passato.Giornata elettorale:noia,precisione,fame sete e diverse volte senza chiedere permesso potevo andare in bagno e li i ricordi mi assalivano:piastrelle bianche,odore di pulito e di antico al tempo stesso cerco il passaggio di quel bambino che ero io,non ne trovo "panta rei" tutto scorre ..........................ritorno al seggio,penso,mi viene la nostalgia,una lacrima ma non posso tenere la macchina del tempo troppo accesa.ciao a tutti i miei affezionati lettori che spesso mi chiedono di trattare attualita',be amici miei comincero' a voi le proposte!

lunedì 7 aprile 2008

festa di compleanno

Salve a tutti i miei lettori,oggi volevo condividere con coi la poesia e i brividi che si provano quando si partecipa ad una festa di compleanno........si era da anni che non andavo ad una festa di compleanno...per noi 3oenni le feste in casa erano un evento che cominciava a dare dei limiti,incombevano le discoteche con i loro orari al dila' di quelli soliti con la voglia di scaricare la tensione accumulata tutta la settimana.Sabato sono andato in pizzeria,ad festeggiare il compleanno dell"assicuratore"personaggio fisso e stabile del mio panorama umano del sabato sera,con lui ecrano ruoghy(mitici i suoi video su youtube)e altra gente...................di colpo la macchina del tempo si e' accesa e quando scartava i regali mi sono ritrovato indietro di 20 anni!!!!!e voi che ricordi avete delle feste di compleanno?un saluto con le candeline da bruno nicora